5 – Il Metodo di Pujol

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Il Metodo di Emilio Pujol

Lo spagnolo Emilio Pujol, uno degli allievi più diretti di Tárrega, volle raccogliere i frutti della ricerca del Maestro in un’opera didattica dal titolo Scuola ragionata della chitarra basata sui principi della tecnica di Tárrega data alle stampe nel 1933.

Nell’introduzione al primo libro Pujol ne illustra le caratteristiche e scrive “L’essenza didattica della scuola tarreghiana consiste nel risolvere logicamente e in anticipo tutti i problemi noti, ma anche quelli che potrebbero eventualmente presentarsi”. Si tratta di un catalogo tecnico nel qualeTutte le combinazioni di scale, arpeggi, legati ed effetti strumentali sono trattati in modo che le dita acquisiscano, con un lavoro metodico, la più grande indipendenza, forza e sicurezza. Con tale preparazione tecnica, nessuna opera può presentare la sorpresa di un procedimento che non sia già stato fondamentalmente risolto”.

A questa presentazione fa seguito un omaggio a due grandi opere che egli ritiene degne di ammirazione, nella fattispecie, i metodi di Sor e di Aguado. Tuttavia Pujol fa notare che “l’arte, la tecnica e la didattica sono molto evolute e molti procedimenti non sono più efficaci a causa del progresso naturale della musica”. Dopo un’ampia disamina storico-organologica vertente sulla natura e la funzionalità dello strumento, sull’accordatura antica e moderna, le mani e la diteggiatura, il suono, la maniera di studiare e la scrittura per chitarra a partire dal XVI secolo, l’autore propone nel Secondo e nel Terzo libro esercizi graduali per le mani ispirati al Metodo di Aguado (arpeggi, accordi, scale, legature, barré, divaricazione delle dita, scorrimento sul manico, armonici e abbellimenti). Infine, in un Quarto libro propone ulteriori “esempi ed esercizi per contribuire nel modo più efficace a sincronizzare le dita con la mente”.

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