6 – Andrés Segovia e il Linguaggio Atonale

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Andrés Segovia e il linguaggio atonale

La realizzazione della scuola di Pujol avviene in un arco di 48 anni, dal 1923 al 1971, anno di pubblicazione dell’ultimo libro. In tale lasso di tempo si assiste al graduale affermarsi della figura di Andrés Segovia che, nato nel 1893, viene a contatto con la scuola tarreghiana tramite l’amico Miguel Llobet, allievo diretto di Tárrega.

A partire dal 1920, importanti compositori non chitarristi come De Falla, Torroba, Roussel, Tansman, Ponce, Turina, e Castelnuovo-Tedesco, sedotti dalla levatura artistica di Segovia, scrivono pagine musicali per chitarra le quali per la novità del linguaggio, esigono modalità tecniche inusitate rispetto a quelle dei chitarristi del passato. Pujol stesso è costretto a rivedere il suo Terzo libro ma tale necessario adeguamento didattico alla letteratura di ispirazione segoviana, non risulterà più sufficiente quando, intorno allo stesso anno, i chitarristi cominceranno a cimentarsi con le prime composizioni atonali, per cui anche il metodo tarreghiano “basato su principi fondamentali immutabili [e capace di] risolvere in anticipo tutti i problemi che possono nascere dal rapporto musica-strumento” si rivelerà alquanto utopistico.

Nel 1953, nella sua Prefazione alle scale, Segovia scrive: Tárrega ha fatto molto per rendere la chitarra lo strumento sensibile quale è oggi, ma da allora non si è ancora realizzata un’architettura definitiva dello studio del nostro nobile strumento”.[1]

Il tentativo di Tarrega di modernizzare la didattica chitarristica in relazione all’arricchimento della letteratura musicale si è tuttavia limitato ad un metodo che non riporta null’altro che poche pagine di scale e legature.

La didattica chitarristica sarà destinata a camminare per un altro mezzo secolo sulle due esili gambe melodico – armoniche delle Scale di Segovia (peraltro pressoché identiche a quelle pubblicate nel 1910 da Domingo Prat) e degli arpeggi di Giuliani.


[1]Mauro Storti, La didattica chitarristica tra Ottocento e Novecento, Casa Musicale Eco, Monza

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